Come raccontare un business difficile da raccontare

Come raccontare un business difficile da raccontare

Mi aiuti a raccontare il mio business? È talmente di nicchia che se uso certe parole tecniche mi capiscono solo 10 persone. Oppure all’opposto. Avrei bisogno dei testi per il mio sito però ho un problema: come mi distinguo dagli altri se la mia attività la fanno già in tantissimi?

In genere queste domande arrivano nell’email di contatto, poi si rifanno vive all’inizio della prima telefonata Skype, quella in cui io e il mio cliente o la mia cliente entriamo nello specifico.

Il primo passo? Applicare la mia check-list in modo da rendere l’attività lavorativa che prendiamo in esame scomponibile e molto concreta.

Può essere un passaggio che facciamo insieme, vedendoci di persona o via Skype, oppure qualcosa che il mio cliente fa in separata sede e che poi discutiamo in un secondo momento. Ecco nella pratica che cosa chiedo di fare.

Check-list: di che cosa è fatta la mia attività

  1. Fai l’elenco degli ambiti o degli argomenti dei quali ti occupi
  2. Togli dall’elenco ciò che non ti piace o non vuoi più fare
  3. Riordina i punti in base a ciò che porta più grano in tasca (se al punto 2 ha tolto l’attività più remunerativa, allora, Houston abbiamo un problema)
  4. Spiega ogni punto con parole semplici, chiare e concrete
  5. Raggruppa il tutto per macro ambiti e attribuisci loro un nome
  6. Lavora di fino fino a distillare alcune frasi che racchiudano tutto il succo più importante.

Il segreto? Rispondere a ogni punto come se si dovesse spiegarlo alla propria vicina di casa, che ha altro da fare.

Poniamo il caso che tu sia un counselor in ambito lavorativo (che ne escono tutti giorni a manciate, come i funghi dopo la pioggia).

Ti chiedo di iniziare così “quando una persona viene da me perché non sa come fare per… io la ascolto, le faccio delle domande, e poi stilo per lei un percorso…”.

Non rimanere sul generico “quando viene da me una persona che ha problemi a inquadrare la sua vita lavorativa…”, ma usa parole più concrete: “di solito vengono da me donne di circa trent’anni anni che non sanno come impostare una ricerca di lavoro fondata su criteri chiari: a volte rispondono ad annunci per addetti al call center e a volte per baby sitter”.

Poi, formula con parole semplici alcune domande che di solito fai per inquadrare la situazione: “le chiedo per quanti anni è stata dipendente prima di decidersi a…” oppure elenca ciò che fai in preparazione al secondo incontro: “le chiedo di svolgere questi tre compiti: 1)…, 2)…, 3)…”.

Alla fine di questo lavoro di scomposizione ho a disposizione frasi-succo del genere: aiuto le persone a riprogettare il loro modo di cercare un impiego; faccio in modo che le persone che sono uscite dal lavoro a una certa età riflettano prima di tutto su che cosa sanno fare e su che cosa vogliono fare.

Frasi-succo che mi serviranno quando dovrò scrivere i testi per la tua About page, ad esempio: quando la leggerai percepirai una certa aria di famiglia, ti sembrerà di averla scritta tu. Oppure potrò farli diventare la base di una qualsiasi email di presentazione, di un pitch, di una social bio, della Sales page dei tuoi servizi.

La cosa importante è che i termini tecnici, quelli per gli addetti ai lavori, rimarranno solo se indispensabili e non troverai da nessuna parte che sei leader di mercato o che offri servizi a 360° 🙂

Saranno le tue parole a parlare di te e per te.

foto di Antonia Galvagna

 

Un commento

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  1. una gan ficata. Fantastica