L’ID e gli esperti di contenuto (3)

L’ID, esperta dei processi di apprendimento degli adulti, è una metodologa, non una tuttologa: può realizzare indifferentemente un corso on line sulle slitte della Lapponia, sugli adempimenti di legge previsti dal D.lgs. 231, sulla tinta di capelli più in voga tra le dive di Hollywood, ma non può farlo da sola. Per arrivare allo storyboard deve appoggiarsi a un contenutista, ovverosia a uno che su quella materia è riconosciuto come esperto.

Quando sono scelti dal cliente all’interno della propria azienda, gli esperti possono essere di tre categorie: consapevoli, inconsapevoli, troppo consapevoli.

I consapevoli sono degli stra-fighi: sanno davvero tutto sul contenuto che dovrebbero metterti a disposizione; gli inconsapevoli sono degli stra-sfigati che non si sapeva cos’altro fargli fare; i troppo consapevoli sono dei palloni gonfiati che credono di sapere tutto e soprattutto sono convinti che chi hanno davanti è scemo (trattandosi di una donna, l’equazione è d’obbligo).

Come ID ho imparato a usare il sorriso come pass-partout, ma a calibrarlo sul mio interlocutore dopo aver tastato per un po’ il terreno e aver capito che tipo di resistente può essere. Perché c’è sempre resistenza all’inizio: a darti credito, a capire che cos’è il tuo lavoro, a “lasciar andare” il suo sapere. Capito questo, è fatta.

Tratto (e modificato) da Piacere, faccio l’I.D., “Ribàltàti e contenti – per un uso non ordinario dell’umorismo”, Centopagine, 2012. Per gentile concessione della Palestra della scrittura)

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