Cose che faccio a inizio 2016

Cose che faccio a inizio 2016

Di solito non racconto i fatti miei perché odio fare spam di me stessa, ma mi hanno fatto notare che io faccio troppo poco spam di me e che ci devo lavorare.

Ok, ci lavoro.

Da gennaio a maggio andrò un po’ in giro a parlare di scrittura e di sopravvivenza (ah ah!)

Per una grande banca sarò coinvolta in un progetto di formazione che prevede un lavoro sulla scrittura dei report e uno sulla visualizzazione dei dati. Non vedo l’ora anche perché imparerò cose nuove e utilissime. Grafici, tabelle, dashboard: arrivo!

Il 28 gennaio e il 4 febbraio insegnerò al Master in Social media and digital PR dello IED di Milano.La scrittura per il web contiene talmente tanti cassetti che sarà davvero interessante aprirli e metterci le mani.

Il 20 febbraio bisserò il mio corso “Business Writing” per Zandegù, a Torino. Che bello essere a casa, andare e tornare a piedi e avere ancora il tempo per preparare la cena (che culo, certo).

Il 22 e 23 marzo sarò di nuovo alla UAU Academy di Trieste con un corso sullo storytelling e uno di scrittura per la PA. Io amo andare a Trieste: il Molo Audace ogni volta mi suggerisce qualcosa a cui pensare. E poi le aule sono sempre tanto accoglienti, piacevoli. Rosy Russo una delizia.

Ad aprile e a maggio sarò docente di un Survival Kit per la Scuola Holden di Torino: un percorso di accompagnamento “alla vita senza la scuola” per gli studenti in uscita dai college Crossmedia II, Series II, Real World II, Filmaking II, Scrivere II. Sarà interessante incontrare i ragazzi: molto giovani, molto preparati e molto da preparare alla vita da freelance.

A tutto ciò si aggiungerà un corposo lavoro di riscrittura di testi per una finanziaria e la chiusura di alcuni lavori per i siti di un paio di clienti, dei quali scriverò.

Poi ci sono dei progetti che ancora sono lì lì, e che spero proprio vadano in porto.

A gennaio uscirà il mio ebook sulle mamme freelance e a maggio quello sulle e-mail come strumento di relazione edito da Zandegù. Oddio che emozione!

E poi basta spam, dai 🙂

foto di Marco Borgna

 

2 commenti

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  1. Aiutare le banche a farsi capire è un atto di misericordia spirituale nei confronti di noi poveri clienti. Se ci riesci: santa subito!

    • Eh, hai ragione. Per il momento vado a influire su questioni di comunicazione interna, ma mi impegno a diventare un virus 🙂