Archive for: giugno, 2015

Scrivere per i cittadini: che cosa fa un giudice di pace?

Scrivere per i cittadini: che cosa fa un giudice di pace?

Mi chiamo Maria Antonietta e vorrei capire se per il problema che ho col mio dirimpettaio di pianerottolo, gran figlio di chi so io, posso rivolgermi al giudice di pace. Gioia, la panettiera, mi ha detto di sì, perché lei c’è andata quando il suo amministratore è scappato con i soldi del riscaldamento. Io però preferisco controllare di persona, perché noi cittadini abbiamo l’internet che ci aiuta.

Se abito a Torino, sono in difficoltà. L’unica cosa che posso fare è aprire il pdf (oddiomamma), ma preferirei di no, visto che so come sono scritti quei documenti: tante parole che capisco poco e niente e numeri di legge. Poi chi mi traduce tutto in italiano?

giudice di pace di torino

Se abito a Milano, mi cadono gli occhiali dal naso. Non riesco a credere che si possano usare tutti quei colori insieme: quasi non riesco a leggere le parole. Ma l’ultimo aggiornamento risale davvero al 2012?

giudice di pace di milano

Se io abito a Bologna, sono trattata un po’ meglio: mi spiegano con i punti elenco che cosa fa un giudice di pace e, grazie al numero 2, capisco che forse potrei scrivergli per parlargli del mio problema. Ma perché, mi chiedo, proprio nelle prime tre righe, invece di quelle parole così poco vicine alla mia vita da cittadina qualunque, non mi hanno messo qualcosa del tipo: il giudice di pace si occupa soprattutto di … e possono rivolgersi a lui quei cittadini che vogliono… ?

giudice di pace di bologna

Se abito a Roma, trovo tante informazioni che potrebbero interessarmi, ma vorrei che mi dicessero all’inizio – lo so sono un po’ fissata con questa cosa di capire subito – di che cosa si occupa il giudice di pace. Però… posso anche ricevere la newsletter aggiornata!

giudice di pace di Roma

Se abito a Napoli, mi devo attrezzare per capire che cosa fa il giudice di pace chiedendo ai vicini (certo non al mio dirimpettaio) o al marito di mia nipote che fa l’avvocato. Sono molto contenta di sapere dove si trovano tutti i giudici di pace della mia Regione, grazie.

giudice di pace di Napoli

Se abito a Palermo, non so che pesci pigliare: potrò o no chiedere al giudice di pace se può fare qualcosa per me? Ho nomi di vie, numeri di telefono, numeri di fax, addirittura l’indirizzo di posta elettronica.

Giudice di pace - Palermo

 

Ma se scrivo al giudice di pace, lui mi spiega che cosa fa?

foto di Marco Borgna

Che cosa c’entrano le parole con i tavoli?

Che cosa c’entrano le parole con i tavoli?

Mercoledì 27 e giovedì 28 maggio ho avuto la fortuna di trovarmi in bel posto davvero, in quel crocevia di strade del Veneto quasi Friuli Venezia Giulia dove si producono cucine, sgabelli, tavoli e sedie di design.

Sono stata ospite in Kristalia, mamma di un tavolo famoso (perché bellissimo) che scivola liscio e leggero e di quelle sedie che tutti vogliono.

le parole per la gestione dei reclami

Sono arrivata in Kristalia chiamata da Manuel Da Ros che avevo conosciuto tempo fa a Trieste e che mi ha chiesto di parlare di e-mail e di gestione dei reclami. Uh che bello! Questo è un tema che sento molto mio e, preparando il materiale da proiettare, più di una volta ho pensato che lo avrei fatto anche gratis (ma non è vero, eh).

Come fanno le parole di una e-mail a trasformare una persona che si lamenta in un cliente affezionato? Come si fa a capire (e ad accettare) che dietro a un reclamo c’è sempre una richiesta di attenzione? Come si fa a disinnescare il meccanismo che porta a difendersi, giustificarsi o attaccare chi ci scrive magari accusandoci di una cattiva fede che sappiamo non avere mai avuto?

Solo in un modo: leggendo, ascoltando e amando molto le parole.

Il lavoro sulle parole è un allenamento continuo: flessioni, addominali, allungamenti che dovrebbero entrare nella routine quotidiana di chi scrive per lavoro e, in Kristalia, si scrive in continuazione: a clienti, fornitori e colleghi.

È una novità? No certo, ma forse è una novità che un’azienda si preoccupi di dare un’immagine fresca di sé non solo grazie al proprio design semplice e pulito, ma anche per come decide di rispondere ai clienti e per come vuole impostare la comunicazione interna.

Perché non sono solo le biciclette (meravigliose!) che si usano per attraversare più velocemente la produzione, non sono solo gli spazi bianchi e la luce che filtra dovunque negli uffici separati da vetri e non da muri, non è solo lo spazio che si sta allestendo per ospitare eventi, musica e arte a dire come si vede e come vuole essere vista un’azienda.

È il suo lavoro continuo sulla comunicazione, quella fatta di attenzione alla persona, di tempo impiegato per risolvere piccoli e grandi problemi, di riposte calibrate su clienti e agenti che scrivono da parti del mondo lontane e dove un accento, un silenzio, una parola in più vengono interpretati in maniera differente.

Che cosa c’è, allora, dietro a una e-mail di risposta a un cliente?

Lo sforzo, e la voglia, di una piccola grande azienda di parlare il linguaggio del tempo e di cogliere le grandi opportunità che l’uso mirato e attento della parola può portare.

Perché se l’azienda parla di sé, lo fa anche quando scrive.

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Ho scritto questo post per il blog di Kristalia subito dopo la giornata di formazione.

foto di Rosa Gambarota