L’ID, gli esperti di contenuto e il sorriso (4)

Quindi i contenutisti possono essere consapevoli, inconsapevoli, troppo consapevoli.

I consapevoli sono dei resistenti poco resistenti. Sono consci della loro autorità in materia e del prestigio che godono in azienda, sono “riporti” autonomi e davvero oberati di lavoro. Non capiscono (solo) a che cosa servi tu: forse a colorare gli sfondi e a mettere qua e là le margherite? Spiegato che mazzo ti devi fare tu con le loro perle di saggezza levano le transenne e ti fanno passare. L’umorismo con loro deve essere appena appena accennato: autorità vs autorità, autoconsapevolezza vs autoconsapevolezza. Tu accenni una battuta di cooptazione, che fa tanto “comunità” di eletti, e loro ti vengono dietro tranquilli.

Gli inconsapevoli sono davvero una lagna: insicuri, indifesi, esposti ai venti dei capi, non sono mai dei veri “riporti”, ma degli accessori d’azienda. Sono dei resistenti “vorrei, ma non posso”: proprio non possono, perché non sanno. L’umorismo a fior di labbra con loro non funziona, temono agguati anche lì. Con loro serve il sorriso ristrutturante: passiamo dal non sapere in due alla co-costruzione del sapere. Non è vero che non sanno, ma non sanno di sapere, e così il lavoro di maieutica qui è lungo e durissimo. Alla fine funziona.

I troppo consapevoli sono i peggiori: pieni di se stessi, sono “riporti” subdoli, perché cercano sempre e comunque di farsi belli alle spalle degli altri. Loro, il sorriso ce l’hanno sempre stampato sulle labbra, ma per mostrare i canini, non per metterti a tuo agio. Sono resistenti che si oppongono fieramente a tutti i tuoi tentativi di condurre il gioco: comandano loro! L’unica cosa da fare è munirsi di sorriso interiore e cambiare prospettiva, diventare alleati per raggiungere una meta comune.

Tratto (e modificato) da Piacere, faccio l’I.D., “Ribàltàti e contenti – per un uso non ordinario dell’umorismo”, Centopagine, 2012. Per gentile concessione della Palestra della scrittura)

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