Che cosa fa, un’ID? (2)

L’ID progetta un corso (o un percorso formativo) destinato a essere fruito online – in parte o completamente – da un numero considerevole di utenti che si collegano a una piattaforma Learning Management System, cioè un sistema integrato che gestisce l’apprendimento a distanza. La piattaforma è lo strumento software nel quale i corsi vengono caricati: permette ai corsi di funzionare, di essere fruiti a distanza dagli utenti che si iscrivono, di essere tracciati.

Il lavoro dell’ID parte dall’analisi dei bisogni del cliente e arriva poco prima della “messa in onda”. Quindi intervista gli esperti di contenuto, raccoglie i materiali (documenti scritti, video, immagini), fa la macro e la micro progettazione, scrive gli storyboard o supporta chi li scrive, collabora con i grafici per l’interfaccia e con gli sviluppatori per l’implementazione software, prepara i test di valutazione dell’apprendimento, testa il corso una volta caricato sulla piattaforma… e poi si ferma lì.

Il cuore di tutto il processo che un’ID deve far funzionare è lo storyboard, che, esattamente come quello del cinema, contiene la sequenza di videate che andranno a costituire il corso finale. Lo storyboard è importantissimo perché è il documento sul quale il cliente compie la propria certificazione dei contenuti e sul quale dà l’ok al concept grafico: si regge sulla conoscenza messa a disposizione dall’esperto di contenuti e sulla sua rielaborazione da parte dell’ID, naturalmente in chiave didattica.

Tratto (e modificato) da Piacere, faccio l’I.D., “Ribàltàti e contenti – per un uso non ordinario dell’umorismo”, Centopagine, 2012. Per gentile concessione della Palestra della scrittura)